EdVerso InternationalVolontariato e competenze:...

Volontariato e competenze: un anno di attestazioni da 60 ore

🇬🇧 Read this article in English → English version

Il decreto sul riconoscimento delle competenze del volontariato ha compiuto un anno sabato 24 ottobre 2026, dodici mesi dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Chi svolge almeno 60 ore in 12 mesi può ottenere un’attestazione spendibile a scuola, all’università e nei concorsi pubblici. Per formatori e orientatori la domanda ora è un’altra: quanti volontari riescono davvero a dimostrare ciò che hanno imparato?

Punti chiave

  • Il decreto ministeriale del 31 luglio 2025, firmato dalla ministra del Lavoro con i ministri di Istruzione, Università e Pubblica amministrazione, è uscito sulla Gazzetta Ufficiale n. 248 del 24 ottobre 2025.
  • Le competenze si valutano su un minimo di 60 ore in 12 mesi, con un progetto personalizzato e un tutor dedicato.
  • Il volontario riceve un documento di trasparenza; l’attestazione arriva solo se completa almeno il 75% della durata prevista.
  • L’ONU ha proclamato il 2026 Anno internazionale dei volontari per lo sviluppo sostenibile (risoluzione 78/127) e stima circa 1 miliardo di volontari nel mondo.
  • Le reti europee del volontariato contano almeno 50 strumenti di validazione, giudicati frammentati e poco visibili.

Come funziona la regola delle 60 ore?

Il decreto attua l’articolo 19 del Codice del Terzo settore (d.lgs. 117/2017). Considera il volontariato un contesto di apprendimento non formale per competenze sociali, civiche e trasversali e lo collega al Sistema nazionale di certificazione delle competenze previsto dal d.lgs. 13/2013.

I livelli sono tre. Gli enti del Terzo settore autorizzati individuano e documentano le competenze. All’inizio il volontario firma un progetto personalizzato con durata e obiettivi di apprendimento, e un tutor raccoglie le evidenze lungo il percorso. Validazione e certificazione restano agli enti pubblici titolati.

Alla fine arrivano le carte. Il documento di trasparenza, firmato da ente e volontario, riporta risultati, evidenze e ore effettive.

Che cosa il decreto non dice

Lo scorso anno alcuni articoli hanno parlato di crediti universitari fino a 12 CFU. Il testo non fissa questa regola: le premesse ricordano soltanto che gli atenei possono riconoscere crediti nei limiti previsti. Sui concorsi, l’articolo 6 dice che le competenze possono valere come attestazioni utili “nei limiti di legge”, lasciando il peso a ciascuna amministrazione. Europass non viene citato.

Riconoscimento delle competenze del volontariato in Europa: troppi strumenti?

All’Italia i volontari non mancano. I dati ISTAT sul 2023, riportati da Orizzonte Scuola, indicano che il 9,1% delle persone dai 15 anni in su ha fatto volontariato nelle quattro settimane di rilevazione, circa 4,7 milioni, 3,6 punti in meno rispetto al 2013. Un altro comunicato ISTAT di luglio 2026 rileva che nel 2024 il 36,2% degli adulti ha aiutato qualcuno fuori dalla propria famiglia, contro il 22,8% del 1998. Il volontariato organizzato cala, l’aiuto informale cresce.

Per il riconoscimento è un problema. L’aiuto informale non lascia tracce scritte.

Livello Che cosa esiste Lacuna principale
Italia Attestazione da 60 ore (decreto di luglio 2025) Dati di utilizzo non ancora pubblicati
Europa Almeno 50 strumenti di validazione Frammentazione, uso disomogeneo
Mondo (IVY 2026) Appello ONU a riconoscere e misurare il volontariato Circa il 70% del volontariato è informale

Al congresso di primavera del Centre for European Volunteering (CEV) a Maia, in Portogallo, oltre 100 delegati hanno concordato che gli strumenti esistono già. Mancano visibilità e un uso uniforme. Hanno chiesto una validazione aperta ai volontari di ogni età.

Un registro verificabile, attività per attività

Una possibile risposta è un dossier personale che registra ogni attività nel momento in cui si svolge. Il Libretto® del Volontariato di EdVerso International, gratuito, nasce per questo: un libretto digitale che rende verificabile il lavoro volontario, un’attività alla volta, e che resta al volontario.

Cosa cambia per formatori e docenti

Il riconoscimento delle competenze del volontariato comincia prima del primo turno. Gli enti che accolgono volontari possono aprire ogni esperienza con obiettivi scritti e un tutor, così le evidenze ci sono quando serve l’attestazione.

  • Chiedere ai volontari di annotare date, ore e compiti fin dal primo giorno.
  • Tradurre le attività nel linguaggio delle competenze che i selezionatori riconoscono: coordinamento, gestione di un budget, parlare in pubblico.
  • Verificare con università e amministrazioni come valutano le attestazioni prima di promettere crediti o punti.

Sul tema delle prove di apprendimento portabili, 3LNews ha raccontato il passaporto digitale delle competenze presentato a Parma e il dibattito sul riconoscimento automatico in Europa.

Domande frequenti

Chi rilascia l’attestazione del volontariato?

Gli enti del Terzo settore autorizzati gestiscono il servizio di individuazione e rilasciano l’attestazione; validazione e certificazione spettano agli enti pubblici titolati.

L’attestazione garantisce punti in più nei concorsi?

No. Il decreto dice che le competenze possono essere utili nei limiti di legge, e ogni amministrazione applica le proprie regole.

E se faccio meno di 60 ore l’anno?

L’attestazione prevista dal decreto non si applica sotto quella soglia, ma un registro personale datato può comunque sostenere un CV o un colloquio.

Fonti:

Get notified whenever we post something new!

spot_img

Join to your future

Continue reading

AI Upskilling Gap: 40% of EU White-Collar Workers Use AI, 6% in Elementary Jobs

A JRC brief shared by the Commission on 23 October finds AI use stalls in small firms and among mid-career staff. What L&D teams can do.

Volunteer Skills Recognition in Italy: One Year After the 60-Hour Decree

Italy's decree lets 60 hours of volunteering become a skills attestation. One year on, proving those skills is still the hard part.

School Safeguarding in Ghana: A Direct Line to the Minister After Obuasi

Ghana plans a direct abuse-reporting channel to the Education Ministry as calls grow for vetting checks on school staff.

Enjoy exclusive access to all of our content

Get an online subscription and you can unlock any article you come across.